Giancarlo Cauteruccio

Biografia:

Giancarlo Cauteruccio è nato a Marano Marchesato, Cosenza, il 1 luglio 1956. Dal 1975 vive e opera a Firenze. Presso l’Università di Firenze ha studiato arte e architettura. Giancarlo Cauteruccio è un regista, uno scenografo e un attore. Cauteruccio è uno dei registi più innovativi nell’area della seconda avanguardia teatrale italiana. Giancarlo Cauteruccio ha inoltre svolto attività didattica in Italia e negli Usa. E’ direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, in provincia di Firenze, dal 1992. Dal 2003 dirige la Collana di teatro delle Edizioni della Meridiana ed è docente incaricato per il Corso di Scenografia presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Dal 2004 è responsabile delle attività teatrali e degli eventi urbani del Comune di Scandicci. Giancarlo Cauteruccio ha partecipato tra il 2005 e il 2006 come curatore al Laboratorio di ricerca per studenti universitari sulle metodologie e tecniche per il progetto dell’evento urbano organizzati in collaborazione con Accademia di Belle Arti, Isia, Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Il laboratorio ha affrontato temi come la sperimentazione dei sistemi illuminotecnici, macchinerie tecnologiche applicate alle arti sceniche ed era finalizzato alla realizzazione di un evento scenico nello spazio urbano.

Poetica:

Noto in Italia e all’estero per la sua particolare poetica basata sul rapporto tra arte e tecnologia. Il Teatro di Luce, gli ambienti video, le performances sul paesaggio appartengono ad una sperimentazione avviata fin dalla fine degli anni ’70. Al suo attivo si contano oltre trenta allestimenti registici e scenografici di spettacoli presentati nei maggiori teatri italiani e in diverse città del mondo come La Mama Theatre di New York, il Mossoviet di Mosca, Documenta di Kassel, il Festival di Zagabria, e poi Oslo, Valencia e Berlino. Nella città austriaca di Linz il regista ha realizzato nel 1986 lo spettacolo inaugurale del festival Ars Electronica, successivamente lo spettacolo Angeli di Luce e la messa in scena de L’Oro del Reno di Wagner Richard alla Brucknerhaus. Protagonista del rinnovamento del teatro contemporaneo, Cauteruccio, con i suoi lavori ha dato grande impulso a un approccio che vede il teatro come uno spazio che deve essere strutturato con la luce e con il suono. A Firenze ha fondato il gruppo “Il Marchingegno” nel 1977 e nel 1982 insieme a Pina Izzi il Gruppo Multimediale Krypton. Cauteruccio ha creato spettacoli teatrali affidati esclusivamente a elementi visuali, attraverso l’utilizzo di monitor, laser e neon, all’interno di spazi virtuali. Pioniere nella sua espressività artistica ha realizzato ambientazioni e installazioni in spazi urbani, opere di teatro musicale. Con lui hanno collaborato Franco Battiato, Salvatore Sciarrino, Giusto Pio e Litfiba. Nella sua produzione artistica rientrano alcune produzioni video: Corpo , premio Utaré, Centro Videoarte Ferrara, 1982.

Opere:

  • Laboratorio per l’addestramento alla luce. (http://www.compagniakrypton.it/schede/sch_futuroma.html ) (2009)

Nel Laboratorio per l’addestramento della luce lo spazio si confonde con la luce. La performance rimanda al teatro di Enrico Prampolini, alla velocità di Umberto Boccioni e alle iridescenze di Giacomo Balla nel Feu d’artifice di Igor Stravinskij. In omaggio al teatro futurista, in occasione del centenario del Futurismo, Cauteruccio, attraverso tavole parolibere e rumoristica futurista, reinterpreta il movimento e la velocità, cita il passato futurista e guarda al futuro, su una colonna sonora di suoni e voci a cura di Monica Benvenuti e Davide Baritoni. Il musicista Giacomo De Caterini ha curato la colonna sonora elaborando una sintesi delle tavole grafiche sulla base di una partitura vocale che è stata digitalizzata sulla base di campionature di voci e suoni originali.

  • Uno, nessuno, centomila. (2009)

Un progetto nel quale le energie, le differenze anche generazionali, i ruoli, tentano una fusione.

  • Primo studio scenico su il ponte di pietra e la pelle d’immagini. (2009)
  • Medea e la luna. Lunga notte di Medea.  (2007)

Musiche originali per la commistione tra parti cantate e recitate che si alternano nell’opera. Sonorità ancestrali, legate alla terra, alla memoria attraverso fisarmoniche, tamburi e flauti che scandiscono melodie semplici e profonde. Lo spettacolo ha proceduto per tappe, studi e approfondimenti, un vero e proprio work in progress che è approdato alla sua versione conclusiva a Prato in prima nazionale al Teatro Fabbricone con un grande successo di pubblico e stampa.

Lo spettacolo ha ricevuto il premio alla regia dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro nel 2006, consegnato al Teatro Argentina di Roma ed è stato salutato da un notevole successo di pubblico e stampa sia al suo debutto che nella lunga tournée.

Il tema della solitudine e della marginalità esistenziale dell’essere contemporaneo e dell’artista come interprete e testimone. Centrale il corpo e la sua complessità. Il corpo dell’artista dal quale scaturisce l’emergenza creativa, espressiva, esistenziale. Il testo è in dialetto calabrese.

Cauteruccio mette in scena se stesso, entrando nei panni di Ubu, attorno al quale tutto gravita, un personaggio che esprime un’ira e un’energia tutte particolari, in perenne lotta contro il potere e la coscienza del mondo.

  • Finale di partita. (1998)
  • Giorni felici. (1995)
  • L’ultimo nastro di Krapp. (1991)
  • Forse, uno studio su Samuel Beckett.(1989)
  • Corpo, Ambient-Video-Laser. (1982)