FILIPPO BRUNELLESCHI NELLA DIVINA PROPORZIONE
A 600 anni dalla fondazione della Cupola di Santa Maria Del Fiore in Firenze

ideazione e regia Giancarlo Cauteruccio
drammaturgia Giancarlo Di Giovine
adattamento del testo Giancarlo Cauteruccio
interprete Roberto Visconti
musiche Gianni Maroccolo
scenografia digitale Massimo Bevilacqua
elaborazioni visuali Nadia Baldi e Alessio Bianciardi
ricerche letterarie e iconografiche AnnaGiusi Lufrano
riprese video Oronzo Cagnazzo e Matteo Castelli per Sicrea SRL Firenze
montaggio video Alessandro Bozzi per Sicrea SRL Firenze, Massimo Bevilacqua e Nadia Baldi
organizzazione e produzione Laura Scala
ufficio stampa e promozione Pina Izzi
traduzione Marino Caliterna
una produzione Teatro Studio Krypton
Immagini video realizzate presso il Teatro della Pergola di Firenze grazie alla collaborazione della Fondazione Teatro della Toscana

Spettacolo vincitore nel 2020 del Bando del Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale Vivere il palcoscenico all’Italiana, iniziativa di promozione e diffusione della cultura italiana all’estero che mira a sostenere la ripresa delle produzioni italiane nel settore dello spettacolo dal vivo e al rilancio internazionale grazie alla rete di Ambasciate, Consolati, Rappresentanze e Istituti Italiani di Cultura nel mondo.

L’opera video FILIPPO BRUNELLESCHI – NELLA DIVINA PROPORZIONE, nata nell’anno delle celebrazioni dei 600 anni dalla fondazione della Cupola di Santa Maria del Fiore in Firenze, pone il protagonista non solo nei luoghi più significativi del Rinascimento fiorentino ma conduce la complessa figura del grande architetto in una condizione narrativa nella quale egli stesso, nel raccontarsi, espone la sua vita e la sua opera. Il testo indaga infatti le diverse problematiche che l’artista affronta con genialità sia scientifica che estetica. La lotta e il conflitto con la natura e con il paesaggio medievale creano una testimonianza viva che decostruisce la personalità di Brunelleschi monumentalizzata dal tempo e svela prese di posizione e comportamenti che caratterizzano il vissuto umano dell’artista, ricercatore e inventore di bellezza. Brunelleschi mette in atto un inaspettato rapporto con i sistemi numerici e con quelli astrali, penalizzando il rapporto sociale di se stesso con gli altri. Questi alcuni dei temi che l’opera video mette in rilievo proponendo non solo la forza della lingua italiana ma di tutte quelle questioni che, a partire dal pensiero rinascimentale, di cui Brunelleschi è stato grande protagonista, che ha coinvolto l’intera Europa e non solo.
Giancarlo Cauteruccio ha commissionato la drammaturgia originale di questa nuova opera a Giancarlo Di Giovine, autore di grande sensibilità storica e collaboratore di Rai Storia. L’interpretazione è affidata all’attore Roberto Visconti, un artista di talento sia in teatro che nel cinema, tra gli interpreti, tra l’altro, del film “The Passion” di Mel Gibson.
La scenografia digitale è di Massimo Bevilacqua, tra gli artisti più esperti in Italia nell’applicazione del mapping video all’arte scenica.
Questo nuovo progetto di Giancarlo Cauteruccio mette in luce la vita e l’opera di Filippo Brunelleschi svelando il particolare carattere che si nasconde dietro il grande talento e le geniali intuizioni dell’artista che ha dato vita al Rinascimento.
Già con “Muovere un cielo pieno di figure vive”, opera di teatro/architettura creata per la facciata dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze, Cauteruccio indagava nell’opera di Ser Filippo con interesse scientifico ed estetico attraverso un lavoro scenico di forte impatto visivo e sonoro.

L’opera porta in scena il corpo, il pensiero, la solitudine e il carattere forte e impenetrabile di colui che fece della prospettiva e della simmetria gli strumenti della bellezza non più dettata dal caso, dall’ombra e dalla fede, ma dalla ragione, il calcolo, la matematica, la luce. Quella luce chiamata a sovrastare il buio e l’ombra mediavale.
“Sappiamo tutto dei grandi artisti del Rinascimento Leonardo, Raffaello e Michelangelo. Sappiamo invece molto meno della vita di Filippo Brunelleschi” osserva Di Giovine “eppure Brunelleschi anticipa questi artisti, li prepara, li indirizza verso nuovi orizzonti”.
Ma Brunelleschi distrugge ogni suo scritto o bozzetto, usa codici segreti così come farà Leonardo, brevetta i suoi progetti, costruisce macchine straordinarie di cui non rivela i meccanismi nemmeno ai committenti. Il suo talento è completo, non trova confini, spazia dall’architettura alla scultura, si dedica allo studio del cosmo e, su richiesta, non disdegna di dedicarsi anche all’arte della guerra.
Quello che ci lascia non sono solo cupole, cattedrali e loggiati ma soprattutto un’idea di città e un’idea di mondo che vede al suo centro l’umano. Un’idea che viene da lontano, dalle armonie e le proporzioni dei templi di Roma Antica che Brunelleschi recupera e perfeziona.
Nel suo raccontarsi, ser Filippo, interpretato dall’intenso attore Roberto Visconti, proclama:
“Sono un artista, appartengo solo all’arte ed alla bellezza. Ecco i miei figli: facciate, colonne, portici, archi, vuoti e pieni, chiari e scuri. Geometrie di luce… È la matematica a guidare questa rinascita. È la scienza che si fonde con l’arte, che ci porta al centro dello spazio e del tempo. Il bello è la conquista dello spazio e la formazione del tempo. Siamo finalmente al centro del nostro cosmo, padroni di un universo. Le stelle, fuochi che ci girano intorno e fanno luce sul nostro cammino. È Il Rinascimento!”.
Un progetto, dunque, che coglie la carnalità di un artista/genio che, pur di raggiungere i traguardi della sua opera, “sacrifica” il suo corpo, la socialità e il proprio benessere per darsi interamente al manifestarsi della propria opera.
Oggi Brunelleschi, a 600 anni dall’apertura dei cantieri di quella che sarà la sua opera più rappresentativa, la Cupola della Cattedrale di Firenze, risulta essere uno dei più importanti punti di riferimento per la cultura italiana riconosciuta e attesa in Europa e nel mondo.
Non si tratta quindi di un progetto teatrale documentaristico ma di una messa in scena di forte intensità nella quale lo spettatore, oltre a essere guidato nelle meraviglie brunelleschiane grazie alla suggestione visuale della scenografia dinamico/digitale del video mapping, può rispecchiarsi in un corpo e in un immaginario complessi e magici allo stesso tempo.
Cauteruccio con la sua lunga esperienza di sperimentatore e innovatore delle arti sceniche, propone ancora una volta un viaggio visionario che coniuga il teatro con le nuove tecnologie per “immergere” con coerenza la sua opera sia digitale che nello spazio fisico insieme agli spettatori dal vivo.
L’adozione della virtualità come elemento fondante e quasi esclusivo dell’allestimento scenico e l’interpretazione affidata ad un solo interprete fanno si che lo spettacolo risulti agile e adattabile a qualsiasi tipo di spazio. L’apparato illuminotecnico è moderato e di supporto alla videoproiezione.

GUARDA IL VIDEO SUL CANALE “ITALIANA” DEL MINISTERO DEGLI ESTERI

FILIPPO BRUNELLESCHI 
NELLA DIVINA PROPORZIONE

FILIPPO BRUNELLESCHI
IN THE DIVINE PROPORTION (eng sub)