DAL MONTE UNA LUCE AURORALE
opera di Teatro Architettura site specific
per la facciata della Basilica di San Miniato al Monte

8-9 settembre alle ore 21,30

ideazione e regia Giancarlo Cauteruccio

Colonna sonora con brani del M° Giusto Pio

Voce recitante Roberto Visconti

Voce del canto Chiara De Palo

Azioni di giovani performer e cittadini

Scenografia virtuale mapping video Massimo Bevilacqua
Elaborazioni video e programmazione digitale Alessio Bianciardi
movimenti coreografici Margherita Landi
assistente alla regia e per gli allestimenti Francesca Caruso
luci Enzo Fascetto

con gli allievi del laboratorio TEARC del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze

Elementi scenotecnici realizzati con gli allievi del corso di alta formazione TASK
coordinati dallo scenografo Daniele Spisa

Una produzione TEATRO STUDIO KRYPTON

con il sostegno di: Regione Toscana, Città Metropolitana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze, Terna Group

Lo spettacolo nasce in seno al progetto Drammaturgia dello Spazio – per un teatro dei luoghi, frutto dell’esperienza creativa della Compagnia Teatro Studio Krypton di Firenze, diretta dal regista Giancarlo Cauteruccio. Dopo il successo dello spettacolo “Muovere un cielo pieno di figure vive”, realizzato per il brunelleschiano Ospedale degli Innocenti nella rinascimentale Piazza S.S. Annunziata, il progetto 2018 è dedicato alla Basilica di San Miniato al Monte per le Celebrazioni del Millennio dalla sua Fondazione.
L’importante monumento collocato nel punto più alto della Città di Firenze fa pensare alla collina come l’Acropoli della città e alla Basilica come il suo Partenone. Proprio dalla Basilica, dal suo racconto spirituale e scientifico prende corpo questo particolare progetto di Teatro/Architettura.
L’opera di Cauteruccio e Krypton è mossa sempre dalla necessità di conoscere e reinterpretare l’Architettura e il suo paesaggio attraverso le modalità della messa in scena teatrale.
L’apparente staticità della facciata architettonica diviene fondale dinamico, architettura di luce dentro la quale l’azione viva del corpo dà voce al necessario racconto delle forme, degli elementi, dei simboli, dei segreti, della spiritualità, per una drammaturgia audio-visuale di forte coinvolgimento percettivo.
Dal Monte una Luce Aurorale, è un’opera di rivisitazione della preesistenza architettonica nella quale le estetiche tecnologiche diventano strumento essenziale del processo interdisciplinare che caratterizza l’intero progetto.
La facciata architettonica diviene scenario iridescente di un Teatro del Luogo. E’ infatti il luogo nella sua indiscutibile evidenza che dà origine alle percezioni, allo svelamento del non visibile, all’ascolto delle risonanze che questo speciale luogo contiene in sé. La performance è un’intensa sollecitazione sensoriale che favorisce il volo percettivo verso la città sottostante. La vibrazione della luce, fucina di energia e svelamento, unisce la profonda spiritualità del luogo con la sottostante Città di Firenze.
Se la Basilica di San Miniato è uno speciale punto di osservazione della città vista dall’alto, questa volta sono gli sguardi della città a orientarsi verso l’alto e a godere, nelle ore notturne, del respiro luminoso della Basilica in festa.
Lo spettacolo si fonda su due livelli percettivi: da un lato la mise en scene dell’azione teatrale ambientata sul sagrato della chiesa, dall’altro lo spettacolo di luce della facciata si proietta verso la città per generare un nuovo inizio, una rinascita consapevole nella quale il passato e il presente dialogano con il futuro.
La Luce caratterizza lo spettacolo. Quella luce che Cauteruccio da oltre 35 anni porta nella sua ricerca artistica come elemento fondamentale di una nuova drammaturgia. Teatri di Luce, Architetture di Luce rappresentano il percorso dell’artista che con l’opera Dal Monte una Luce Aurorale mette in atto una sintesi del suo linguaggio scenico/architettonico. Proiezioni video, sistemi illuminotecnici e sistemi audio di alta potenza, sono gli strumenti impiegati nell’allestimento dello spettacolo.

Una struttura/scultura lignea, appositamente progettata e posta al vertice della gradinata, è la simbolica soglia di accesso all’area della Basilica e viceversa alla città.
Il progetto è realizzato all’interno del laboratorio sperimentale di Teatro/Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, con un consistente gruppo di allievi coinvolti nella creazione e nella produzione dello spettacolo. Sotto la guida dal regista Giancarlo Cauteruccio e dello scenografo Massimo Bevilacqua e dello scenotecnico Daniele Spisa gli allievi sono condotti in una importante opportunità formativa anche grazie alla collaborazione del corso TASK sostenuto dalla Regione Toscana.

PROGETTO REALIZZATO NELL’AMBITO DELLE CELEBRAZIONI DEL

CON IL SOSTEGNO DI